LA VALLE DEI RE. MARCO MENGONI

Migon Menarco

Marco Mengoni

Concetta Guido

PREMESSA: Questo quanto scrivevo il 13 marzo scorso, all’uscita del singolo: “Questa canzone è sicuramente, a mio giudizio e non solo mio, molto elegante, raffinata, sia nel testo , sia nella musica. Evocativa di mondi passati, di fasti e di sconfitte, che meritano una rivincita. Di mondi passati ma al contempo attuali e anche futuri. L’Antico che ritorna nel Presente, nella storia narrata, e nell’interpretazione suggestiva e lirica che ne fa il Mengoni. Con una grande voce, e live nei Concerti dei mesi scorsi, con una magnifica e immaginifica performance sulle note del brano. Mengoni ci ha ormai abituati ad interpretazioni da fuoriclasse, ed anche in questo brano non si smentisce. L’evocazione quasi tangibile di questo Re sconfitto ma non umiliato – ” Chiedo scusa, sono ancora un Re” il motto nella parte finale, ma quel dire: Chiedo scusa” è grandioso, per tutte le implicazioni che ne seguono- si adatta molto bene al suo “personaggio”, alla sua vocalità così particolare ed unica. Il titolo certo mi rimanda alla Valle dei Re egizia, uno dei luoghi più romantici e immemorabili della Terra. E questo non fa che aumentarne la suggestione. Potrebbe anche essere egizio, infatti, questo Re tradito. Di certo il Re Mengoni lo rende vivo ed emozionante, affascinante e tragicamente solo. Sarà proprio questa solitudine, senza speranza, che mi intriga così tanto?” E veniamo al video in uscita. Credo che sia abbastanza diverso rispetto agli altri girati dall’artista. In effetti risulta piuttosto particolare. È un video di ricordi? Sembrerebbe di sì, almeno a giudicare dalla parte iniziale e dal contesto generale nel quale scorrono le immagini-amatoriali-di una festa di compleanno – datata 25 dicembre 1990, la festa dunque del secondo compleanno, dell’età in cui iniziano i ricordi di un individuo -. Poco dopo vediamo Marco a letto con gli occhi aperti. Non dorme. Forse sta ricordando, so che le immagini scorrono sul suo televisore da parete, di quando era piccolo e quel bambino ritratto, forse, è proprio lui. Ma è veramente così? Lo ripetiamo è un video particolare. Sin dai tempi di Marcel Proust la ricerca del proprio passato, il rimpianto per quello che siamo stati e non torneremo mai più ad essere, e uno dei topoi, dei luoghi convenzionali dello spirito di tutta la cultura occidentale. Ma è possibile far discendere il video di Marco nientemeno che da Proust? Questo non possiamo saperlo. Dovremmo forse presumere che ” la Valle dei re ” è il ritorno ad un passato perduto lontano? Ripetiamo non possiamo saperlo. Il testo della canzone, poi, non ci aiuta molto. L’autore è Cesare Cremonini, musicista che si è fatto molto apprezzare e che ha voluto donare a Marco questo bellissimo pezzo! “E non mi importa se / Non ci sei / Non ci sei / Ho detto fuori dalla mia proprietà…..” Qualcuno, ad una visione non attenta e superficiale, potrebbe chiedersi: che c’entra questo con il video? Mi sembra piuttosto evidente la volontà del cantante di ” restringere ” alla personalità propria, al suo passato, al suo vissuto, un testo che è stato scritto per lui, e che forse poteva prestarsi ad interpretazioni diverse. Ma, come per tutte le opere artistiche, le possibilità di interpretazioni sono molteplici. Anche in questo caso non sappiamo, ci piace credere, che quella che è stata realizzata sia una delle tante interpretazioni possibili, sulla falsariga di una ” sognante ” ricerca di un passato nel quale si era veramente ” re “. Ma Marco non è forse ancora un Re? Credo proprio di si, e prima di ogni cosa è il Re della sua vita, che comprende passato, presente e futuro. Un Re che si rapporta bene al quotidiano, alle cose della vita affettiva, al giornaliero, comunque. La canzone che ispira il video in oggetto ha un forte sapore epico. E Marco, grande comunicatore, ha invece risolto l’interpretazione mostrando se stesso, nel suo passato, nel suo presente. E da qui il salto nel futuro sarà agevole. Di un grande futuro, però, si tratterà. Proprio perchè chi riesce così bene a rievocare l'”epica” della propria individualità, che credo sia la più vera, e insieme trascendente, si avvia ad un percorso di vita e di destino già segnato dal successo. Quello della realizzazione dell’IO. Ricordando il suo passato egli sembra voler proprio questo affermare a se stesso: Chiedo scusa – e in quel chiedo scusa così recitato quanta “sostanza” c’è – sono ancora un Re. Anche la Musica, bella e intensa, sicuramente più epica delle immagini che scorrono davanti ai suoi e ai nostri occhi, ci rammenta sempre questo assioma. E lui è sempre e ancora un RE!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.