Ne leggo tante di corbellerie (Concetta Guido)

1 febbraio 2016 Concetta Guido

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Ne leggo tante di corbellerie. Leggo che Marco sarebbe cambiato, che la voce non si riconosce più, che ha paura di osare le note alte, che le canzoni degli ultimi Cd sono banali, senza identità, e via dicendo. Ora, posso capire che non tutte le canzoni possano piacere a tutti, ma… ci sono dei piccoli capolavori, come Guerriero, come Ti Ho Voluto Bene Veramente, come Esseri Umani, nei nuovi Cd. E tutti gli altri pezzi sono molto più che dignitosi, e che diamine! Intanto vende a più non posso, è il cantante italiano che ha venduto più dischi, in Italia, nell’ultimo anno, se non sbaglio.E,considerando che in meno di un anno ha pubblicato due album di inediti, credo che la faccenda sia abbastanza degna di nota, tenendo anche conto della crisi del mercato discografico – che sembra non riguardarlo affatto – . E questo dato, penso, (nevvero?) sia molto importante, per il proseguimento della sua carriera. SOLO 2.0 è stato davvero un disco bellissimo, nessuno lo mette in dubbio. Ma non ebbe un grande successo, di vendita, per molti motivi. Certo se lo avesse pubblicato ora, il risultato sarebbe stato diverso. E questo che sta a significare? Che prima di poter fare le cose che vuoi veramente fare – a parte il fatto che io credo che Marco sia più che soddisfatto delle ‘cose che ha’ pubblicato- devi avere una base solida. E poi ti puoi lanciare in cose più ostiche. Di più difficile contentatura di un pubblico dal gusto più raffinato. Dunque, tanto di cappello ai manager suoi e a quelli della Sony, che hanno scelto una strada più ‘pop’, più popolare. Se avessero continuato sulla strada che era più di élite, pubblicando album più difficili da imporre ad un pubblico magari meno avvezzo a recepire brani un po’ più particolari, il Mengoni presto o tardi sarebbe diventato un cantante di nicchia; per carità, senza nulla togliere ai cantanti di nicchia! Però, quantunque e tutto considerato, credo che Marco sia il cantante che DEVE riempire lo stadio di San Siro. Non il teatro di Vattelappesca. Fra anni si potrà dedicare a progetti molto più arditi. O al Blues, per dire! Le canzoni vanno e vengono, come il denaro. L’Artista è quello che rimane nel tempo. Un mio caro amico,critico musicale, dice che sbaglio e sostiene il contrario e cioè che le canzoni sono quelle che restano. Io sono invece fermamente convinta di quello che penso e dico. E poi, è chiaro che di un cd non tutte le canzoni possono essere capolavori. Da che mondo e mondo, e per tutti gli artisti, anche i più grandi. Un’ultima cosa vorrei dire. Ci sono cantanti, la maggior parte, che cantano le loro canzoni sempre nello stesso modo. Marco Mengoni, nei Live le interpreta sempre in maniera diversa. Questo fa la differenza. Un artista è in grado di fare questo. Anzi, gli viene naturale. Marco, ergo, è un artista, non un cantante. Le canzoni passano, l’artista resta… “Dicono dicono , parole in circolo…” Facciamo dire. I fatti intanto parlano di più.

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