MARCO MENGONI, PAROLE IN CIRCOLO, TESTO E VIDEO. IL DIALOGO POSSIBILE – Viviana Barone

Domenica 21 febbraio 2015, di Viviana Barone

 

di Viviana Barone

 

Mi rimiro in uno specchio. Lo specchio mi cade di mano e si rompe in mille pezzi. Affranta , anche perché sopraffatta da un timore scaramantico ancestrale che presume la rottura foriera di ulteriori danni, mi chino a raccoglierne i pezzi. Quasi con stupore mi accorgo che i singoli frammenti, per quanto siano di ridotte dimensioni, riproducono fedelmente la mia immagine completa. Il mio essere esteriore, quello che appare cioè agli occhi di altri, non si è scomposto anch’esso come ha fatto il vetro ma è rimasto integro. Come per magia si è salvato dalla frammentazione!

Ed allora una riflessione mi colpisce ed urge per trovare voce : non sarà che anche il mio essere interiore qualora si sia prodotto in una forma espressiva concreta venga rappresentato nella sua interezza anche in quel singolo testo? Credo che non possa che essere così. Noi mondi complessi, noi strutture pensanti e dinamiche che colloquiamo con altri mondi in uno sforzo comunicativo che ci appartiene e ci contraddistingue, in qualsiasi nostro atto dotato di senso che ci metta in relazione con esseri umani come noi , non facciamo altro che trasmettere un “noi stessi” in piena completezza.

Con la pubblicazione dell’ultimo video di Marco Mengoni legato al suo nuovo singolo Parole in Circolo, inteso come video clip che insieme ad altri successivi ed al precedente andranno a costituire una video-racconto complessivo, molti sono stati gli interrogativi e le richieste per sapere” come andrà a finire” ed infinite le supposizioni sugli esiti finali della storia. Che invece, come nello specchio, sono tutti già individuabili anche in questo singolo pezzo

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Ed allora andiamo a leggere questo racconto-manifesto , mi sono detta e facciamoci aiutare dal protagonista coinvolto in un dialogo immaginario.

“Si tratta dunque di un viaggio, con tutte le implicazioni di questo che è ormai un archetipo che tanti secoli ha attraversato pur mutando in accezioni e ricezioni?”

“Credo che ognuno abbia una sua strada da percorrere. Ne conosco gente che sta ancora in viaggio”

“Il viaggiatore, già alla partenza non è neutro, vero? Si pone naturalmente come il precipitato di una storia, di itinerari già percorsi e di un background psicologico e culturale che lo predispone verso scelte non programmate ma comunque tendenzialmente già presenti in nuce in quello specifico sistema bio-psicologico?”

“Un’alluvione mi ha forgiato nel carattere però il sorriso dei miei mi ha fatto crescere. Quanti sbagli fai prima di ammettere che hai torto”

Come dicono tanti, la spinta al viaggio, sia pure solo interiore, è spesso incentivata dalla voglia di fuggire da eventi dolorosi. Ma non solo. Anche dalla ricerca di un processo formativo che in qualche modo sconvolga e capovolga i consunti parametri interpretativi della propria esistenza e della propria personalità, percepiti al momento come insufficienti e limitativi specie se derivanti da esperienze frustanti. E da una voglia di inoltrarsi in percorsi diversi da quelli già calcati sull’onda di inputs differenti da quelli già noti. Ed ancora dalla voglia di superare i limiti di una conoscenza che sentiamo in qualche modo mutilata nelle sue potenzialità più ampie. E’ questa la meta?

“Quante cose fai che ti perdi in un attimo, quanti amici hai che se chiami rispondono, quanti gesti fai per cambiare in meglio il mondo. Sarà che dentro sono un po’ re magio e cerco anche in cielo una stella cometa”

Che è poi il modo con cui cresciamo e diventiamo “adulti” intesi come soggetti che si siano relazionati con altri soggetti distinti da noi, differenti, anche lontani ma che possano comunque essere inglobati grazie ad una visione enantiomorfa.

“Nel video ci sono porte che si aprono e che si chiudono. La porta è per definizione una struttura che pone un limite all’altro da sé ma che può anche aprirsi per accoglierlo. E’ alla soglia del limite che avvengono i cambiamenti più significativi qualora quei limiti divengano permeabili all’intrusione dall’esterno del proprio mondo. Chi chiude porte si rende inaccessibile al cambiamento ed al dialogo con altri esseri umani e non sembra proprio essere quanto il nostro eroe ricerca. In effetti, le porte vengono chiuse da quei personaggi che nel video vengono caratterizzati come fatui e minacciosi e che confliggono con il protagonista. Essi si pongono dunque come antagonisti? Rappresentano tutti quegli ostacoli prodotti da una visione chiusa e autoreferente del sociale in cui spesso convergono interessi poco lungimiranti e gretti, bui insomma, che sembrano però del tutto predominanti “ in un mondo che ci ha intossicato l’anima” e su“ questa terra spaventosamente arida”?

“Io l’ho vista sai la vita degli illusi con le loro dosi di avidità e superbia”

Ad essi si oppongono gli eroi positivi proponendo invece amore, interazione e sorriso! E musica! Tutte aperture verso l’altro, e verso il mondo che incarna, ed al di dentro di una lotta che garantisca libertà per tutti e per ognuno, è così?

“Se qualche volta ho perso anche la testa però l’amore mi ha cambiato l’esistenza”

“Certo, non è facile per l’osservatore superare il dualismo presente nello stesso protagonista- usuale nella produzione sia verbale che visiva del nostro, come dimenticare quel doppio enigmatico del video di In un giorno qualunque o quell’accostamento dell’Angelo all’inferno- ora presentato in panni bagnati ed informali e nel chiuso di un’anonima stanza di un motel , ora formalmente abbigliato con uno smagliante smoking in un contesto di elegante fascinazione. Dicotomia presente in tutti e asimmetricamente interfacciata alle specifiche aree di intervento dei due emisferi cerebrali che regolano la nostra vita di relazione ed i nostri atti quotidiani. Ma è dalla contraddizione e dalla relativa ricerca del suo superamento , è dal caos da cui bisogna talvolta lasciarsi sommergere per riscoprirne gli input innovatori, è dall’asimmetria che assale la simmetria e nel tentativo di ricostituire l’equilibrio che nascono l’apprendimento e la creatività fertile?

“Dicono che è un’altra ottica se resti in bilico dicono che più si complica più il fato è ciclico. Sono un sognatore con i piedi a terra”

“E’ questo il viaggio che esplicitamente il nostro protagonista si accinge a percorrere , viaggio irto di pericoli e ostacolato da antagonisti vari, un tragitto esposto a turbamenti esterni ed interni ma che si ritiene necessario per sperimentare nuove forme artistiche e comunicative? E le armi per affrontare la giungla , le sole che il protagonista sembra possedere, la musica e l’amore , spesso sono confluenti ?”

“Una passione mi ha cambiato nella testa. Odio e ti amo e poi amo e ti odio. Finchè ti sento nell’anima non c’è pericolo”

“La meta non è definita a priori?”

“Ne conosco gente che sta ancora in viaggio e non si è mai chiesta in fondo quale sia la meta”

Quindi quest’ultima assumerà di volta in volta configurazioni differenti a seconda degli incontri-scontri che si inseriranno in questa sorta di bildungsroman in cui però gli altri non sembrano essere elementi secondari in quanto ritenuti agenti di primaria importanza nella ridefinizione e nella risistemazione di un io che verso di essi si dispone “a porte aperte”?

“Ma può succedere che non ci sia un arrivo e quanti piedi che s’incroceranno andando .Cerco di trarre da ogni storia un’esperienza e di sorridere battendo la tristezza”

“Il tutto alla luce di una libertà individuale assolutamente rivendicata. Ma come fare i conti con le necessarie compromissioni che sorgono dall’ambiente in cui ci si ritrova ad agire se non mantenendole volutamente alla periferia dell’essere e, almeno per ora, in una posizione di subalternità rispetto al nucleo centrale della propria individualità?”

“Libero libero libero mi sento libero canto di tutto quello che mi ha dato un brivido. Devi crederci per coltivare un sogno”

In sintesi, la storia non può che finire bene , anzi meglio , proprio non può finire visto che il prosieguo del percorso per chi lo compia in libertà di intenti e animato da musica- che mezzo potente di comunicazione!- ed apertura umana verso gli altri si prolunga fino all’ultimo respiro! Almeno, c’è da augurarselo per tutti noi e per il nostro interlocutore!

“Insomma, la sola possibilità che gli esseri bui vincano risiede nell’eventualità in cui, nel farsi penetrare dalle istanze altrui e dall’esterno, la massa dei messaggi negativi che “questa terra spaventosamente arida” produce finisca per spostarsi dalla periferia al centro dell’essere divenendo dunque dominante?

Ma sarà comunque una scelta? Sì, forse perché nella terra di confine, laddove gli scambi di senso divengono più attivi e frenetici , i filtri di cui ci siamo volontariamente dotati nel tempo lasciano passare e sopravvivere solo quelle informazioni che in qualche modo hanno un riscontro in noi, insomma quelle che se pur provenienti da altre lingue hanno una possibilità di essere tradotte in un linguaggio congeniale a quello nostro identitario? “

“ Credo che ognuno abbia il suo modo di star bene. E quanti piedi s’incroceranno andando ma solo un paio avranno il tuo stesso cammino”

“Per cui, niente paura , scarse possibilità di sconfitta del nostro eroe positivo! E cosa fare allora con in cattivi? “

Parole In Circolo