E MARCO MENGONI C’É

di Viviana Barone

Una lunga corsa di “avvicinamento” quella di Marco Mengoni nel suo tour live 2016, marcia di accostamento al suo pubblico le cui fila si incrementano a ritmo costante.

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Durante questa prima parte del Mengonilive2016 Tour , l’idea che si è delineata è che per avere una visione complessiva del suo “esserci” non è più sufficiente parlare di un’unica tappa perché il viaggio mengoniano ha una sua storia anche all’interno dell’evolversi del tour. Il racconto del suo viaggio cantautorale ed umano non è completamente leggibile se non si assorbono tutti quegli aspetti che come in un ideale, progressivo denudamento si offrono ad occhi ed orecchie famelici nei differenti momenti logistici e temporali che ne segnano il percorso.

Lui certamente c’è , in carne, ossa ,idee, riflessioni ,posture , movimento, emozioni e cambiamenti! E nel canto, un canto sempre più raffinato e libero che gestisce in piena consapevolezza. E’ più soul, più rock, è più r&b, è più dance, è perfino funky e rap, nei nuovi arrangiamenti dei sui pezzi che mutano veste ed anima in piena libertà. Ma non a caso, sempre in relazione agli specifici contenuti , melodie e contesti con una misura che rende ogni singolo pezzo un piccolo capolavoro fine a se stesso eppure impreziosito dall’incastonarsi in un mosaico complessivo che tutti li comprende e li accosta.

E se alla data zero di Montichiari la sua Solo ha infranto i confini delle precedenti versioni con un’interpretazione di sconvolgente profondità, e con inedite sonorità, tutta interiore e meno teatrale, a Roma l’apertura con Ti ho voluto bene veramente ha avuto un impatto musicale forte non raggiunto ancora nelle tappe precedenti.

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Di Verona, ultima tappa italiana del tour in corso, è difficile rendere la magia legata anche alla magnificenza della struttura ed a dei benevolenti che hanno regalato sole , luna e stelle a tutti i convenuti, italiani ma anche europei e americani, sotto quello stesso cielo.

E così il Mengoni nazionale diventa ancor più internazionale nelle versioni di una ipnotica Tonight, soul a dismisura con il supporto delle due coriste , di una Kiss, in omaggio a Prince, che riempe cuori ed udito grazie a straordinari fiati con cui la sua voce gareggia, di una Guerriero che investe nei suoni tribali di tamburi ossessivamente ritmati che ti entrano dentro irrimediabilmente. E ci restano.

E come il re di Anderseniana memoria, a Verona, il re Mengoni è nudo. Dopo aver attraversato le tante città italiane del suo tour , dopo averle vissute ed assimilate, gradualmente si è liberato di qualsiasi laccio iniziale e così si espone nella sua invereconda fragilità e non lesina pianto e risate, commozione e divertimento che con effetto immediato contagiano i presenti. E così tutti ballano freneticamente , rabbrividiscono con lui, ridono e sorridono o, come lui, versano lacrime di commozione, liberatorie. Tutta quell’energia che dal palco si è riversata nel sottopalco e con movimento a spirale è risalita fino a lui , non è più contenibile e si esprime finalmente Libera, Libera, Libera.

Come espressione di un’ energia così prorompente e non più trattenuta, conosco solo un esempio e si chiama Amore. E definirei proprio Amore quel flusso ininterrotto di interazione emotiva , sensoriale e linguistica che circola tra lui ed il suo pubblico.

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In nuce , tutti questi elementi erano presenti fin dalla data zero ma è avvincente assistere al loro aprirsi ed al loro evolversi nelle varie tappe del tour.

Ma in effetti, se dovessi rintracciare la nota dominante di questo live 2016 non esiterei ad individuarla nell’estendersi delle sue braccia verso l’abbraccio totale con il suo pubblico. Il suo desiderio forte di interazione non si riscontra solamente nell’aprirsi totalmente come Essere Umano ma trova concretizzazione negli innovativi accorgimenti tecnici e scenografici , dalla presenza del palchetto al centro del parterre che lui raggiunge grazie ad una carrucola che sovrasta la folla sottostante, dall’uso della sua applicazione che consente l’accensione contemporanea di migliaia di luci ecc. e si esplicita nei suoi discorsi e nelle sue parole che in alcuni casi aggiungono frasi nuove a brani noti . Con l’intento specifico, ancora una volta, di includere perfino nei testi quei tanto amati ascoltatori , che lui coccola all’infinito ed a cui estende il suo desiderio di protezione proprio come si fa con gli esseri che più sentiamo vicini.

Il suo invito a interconnettersi , ad interagire a tutti i livelli, a collegarsi in un unico virtuale abbraccio, in una catena in cui tutti sono anelli primari e necessari sembra rispondere ad un suo innato desiderio di fratellanza che elimina barriere e che è anche fonte di forza destinata a vincere.

E’ antica saggezza la sua ma anche feconda intuizione estremamente attuale e di mezzi attuali si serve per esprimersi.
E senza dubbi e senza remore, trova la via per raggiungere l’essere profondo degli astanti stimolati in reazione a ricambiare e moltiplicare testimonianze di affetto e di gratitudine nei confronti di chi ha dato loro momenti di felicità e benessere.

Che dire, è un benefico circolo in procinto di espandersi ad altri paesi europei a cominciare stasera dalla Spagna

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