“L’Essenziale” nel nostro DNA

Concetta Guido, 12 febbraio 2016.

25L’Essenziale” nel nostro DNA. Premetto che non mi fanno impazzire le canzoni d’amore all’italiana, ad esclusione ovviamente di canzoni di alto livello, di autori raffinati come Sergio Endrigo, e pochi altri. Marco negli ultimi tre anni ci sta regalando un repertorio fatto soprattutto di canzoni melodiche e d’amore, all’italiana. Di canzoni di più facile comprensione rispetto alle sue prime canzoni. E per questo viene criticato da alcune sue fans di vecchia data – ma, per dirla tutta: Chissenefrega? Chi sono queste tizie? Non certo studiose di fenomenologia musicale, ed anche se lo fossero, gli farebbero, a Marco, un bel baffone!- Canzoni melodiche, però, che hanno uno stile unico, preciso, personale. Marco stesso è autore o co-autore di queste canzoni. E, inutile negarlo, questo lo sentiamo a pelle, nelle ossa, nello stomaco. Le sue canzoni raccontano di lui. Non già per i testi, per le musiche, almeno non soltanto per questi, ma per una certa indefinibile aria di genialità artistica. Marco è geniale, in tutte le cose che fa, che lo si voglia ammettere o no. Sembra troppo? No. No di certo. Le sue canzoni anche quelle meno riuscite, se si vuol dire, hanno qualcosa di notevole, perché i testi e le musiche, oltre a narrare storie, anche di tutti i giorni, sono significativi, dicono sempre qualcosa di importante e sacro, nel senso che esprimono emozioni ‘umane’ sempre valide ed universali. Che sanno di onestà, di buono, di vitale, e di vita vera e vissuta. E, come un vecchio noto brandy, “creano un’atmosfera”. Certamente resa più affascinante dalla sua interpretazione vocale, fisica, mentale. Lui. correggetemi se sbaglio, interpreta non solo con la voce, ma con ogni singola cellula del suo corpo che è anche e soprattutto ‘anima’. Questa, chiamiamola così, prerogativa, segna il confine fra essere un ‘cantante’ ed essere un ‘artista’. “Mentre il mondo cade a pezzi, lui, -e noi con lui- compone nuovi spazi”. Ci pare poco? A me sembra assolutamente importante. Al di là della semplicistica interpretazione letterale del testo. Geniale! E come dice questa verità! Come la canta al mondo, questa evidente e grande verità! “L’Essenziale” ha vinto Sanremo, ha vinto nelle classifiche di vendita, ha vinto su Youtube. Ha vinto anche l’Eurofestival. Per me. Ha rotto con la banalità imperante. Con il trash. Con le canzoni volgari, nel senso di banali, poco eleganti. “L’Essenziale”, con il suo tessuto prezioso che richiama la seta nobile, con la melodia che culla dolcemente la nostra anima, con la notevole orecchiabilità, con le parole belle pronunciate da una voce che sembra scivolare leggera sulle nostre vite complicate, e ci regala pochi attimi eterni di bellezza, di purezza e di splendore. Sembra esagerato per una canzonetta? Ascoltiamola ancora una volta. La risposta l’avremo nel momento stesso dell’ascolto, che poi è quello che resta veramente, anche se sembra passare per sempre, ma, indelebile, ci cambia un po’ di anima. Di vita. La nostra vita, fatta di sacrifici, di dolore, di gioie spesso effimere e consolatorie. E cosa rimane, in fondo, di queste nostre vite fatte di corse verso l’inafferrabile? Pochi attimi di emozioni e di bellezza pura. Anche una creazione artistica può rendere le nostre vite migliori.”L’Essenziale” non ha sbagliato. E continua a dire il vero.