a cura di Lorena Galimberti e Federica Cambini
Marco canta “MAN IN THE MIRROR” concerto a Ronciglione
“…in particolare volevo dirti che, pur non avendo interpretato nessuna canzone del grande Michael, ho davvero colto nel tuo spettacolo la sua impronta, fatta di teatralità, interpretazione e, soprattutto, la tua capacità di entrare nella musica con tutto te stesso, reinventando gesti e particolari sonorità…ti parlo così perché sono una grandissima fan di Michael e tu non sai quanto si possa apprezzare il fatto che tu abbia dentro di te così tante cose di lui, così preziose da essere condivise oggi nel nostro presente…sei talmente immerso nella musica quando canti, che la tua voce diventa la corda del violino, della chitarra, un tasto del pianoforte così come lui, Michael, parlava delle sue interpretazioni…come lui, la tua voce è unica e ineguagliabile…le sensazioni crescono con l’incedere della tua voce…è un’emozione bellissima e fortissima…”
Ecco da dove nasce la nostra idea di “accostare” Marco al grande Michael, non solo dal punto di vista musicale ma anche sotto altri punti di vista…tenendo comunque presente che sarà un compito molto arduo e senza voler mai dare ad intendere che Marco sia una “brutta copia”…
A tal proposito ci viene in grande aiuto il commento lusinghiero del Maestro Enrico Melozzi, da lui postato sul suo profilo FB:
…“La voce di Marco perfetta, sempre intonato, non ho sentito neanche una micro-stonatura per tutto il concerto, sempre presente. Sempre a fuoco. La sua vocalità mi ha impressionato. In pratica (per i tecnici) è come se avesse il compressore incorporato. Regola e dosa la voce in modo ammirevole. Estensione stellare. Ho pensato a Freddie Mercury, ma soprattutto a Michael Jackson.”… (1)
D’altra parte lo stesso Marco, al primo anniversario della scomparsa di Michael, scrisse un articolo molto sentito in sua memoria:
…“Vocalità di un angelo, passi sospesi, leggeri, perfetti. Divertente, emozionante. C’era in lui qualcosa in più, ero di fronte ad un artista a tutto tondo, a una sensibilità delicata, misteriosa. Questa sua voglia di brillare così, semplicemente, questa capacità di mettersi in gioco, di trasformarsi in zombie, Peter Pan, sex symbol, ballerino, tutto mi incantava e mi incanta in lui.”… (2)
Partecipando ad alcuni live del tour teatrale di Marco abbiamo notato alcuni movimenti, anche minimi, ma che ci hanno rimandato inequivocabilmente ma assolutamente casuali, a Michael. In particolare ci riferiamo a questi due video:
Michael – Blood On The Dance Floor Live Performance
qui Michael canta Blood On The Dance Floor e precisamente ai minuti 0:09/0:11 si inventa un passo che anche noi non riusciamo neanche a definire, ma che è molto singolare…
Marco Mengoni Solo (Bolero) / Innuendo / Psycho killer – PalaBrescia
in questo video Marco interpreta Solo (Bolero)/Innuendo/Psycho Killer ed al minuto 2:43 sembra riprendere proprio quel passo particolare…
Michael più volte, durante la sua carriera, scrisse diverse canzoni contro i media e i giornalisti, lanciando un grido di dolore e rabbia nello stesso tempo, proprio perché lo hanno sempre “massacrato” sul lato umano più che su quello artistico. A questo proposito segnaliamo la canzone di Michael “Privacy”; a parer nostro, anche Marco con la sua “Come ti senti”, riprende questo aspetto della sua ancor breve carriera, ironicamente denunciando il fatto che alla fin fine a nessuno interessa sapere chi è veramente Marco Mengoni persona! Ma…
TRADUZIONE PRIVACY
Le foto non vi bastano, perché volete scavare così a fondo?
Per ottenere una storia che serva a voi per potere seppellire me
Voi spargete confusione tra la gente, raccontate storie a vostra scelta
Tentate di spingermi a smarrire l’uomo che in realtà sono
Continuate ad inseguirmi, ad invadere la mia privacy
Non volete assolutamente lasciarmi essere me stesso
Perché le vostre macchine fotografiche non possono esercitare il loro controllo su quelle menti
Che sanno come vi vendereste pure l’anima per una storia che si venda
Ritornello:
Io ho necessità della mia privacy
Perciò paparazzi, lasciatemi in pace
Alcuni di voi ancora si chiedono perché una mia amica sia dovuta morire per riuscire a fare arrivare un messaggio che non avete proprio ascoltato
La mia amica era braccata e confusa come tanti altri che ho conosciuto
Ma in quella fredda sera d’inverno la mia fierezza è svanita di colpo
Ed ora lei non ha una seconda possibilità, ancora bersagliata e derisa
Per favore ditemi perché
Non ne ricavate una lezione da imparare, il rispetto non viene regalato, lo si guadagna
Smettetela di violare la mia integrità con malizia
Ritornello:
Ora c’è una lezione da apprendere, le storie vengono distorte ed invertite
Smettetela di violare la mia integrità con malizia
COME TI SENTI
Come ti senti?
Insomma, un po’ strano.
Io che non mi trovo e tu che mi spieghi chi sono.
Dove vivresti? A Londra o Parigi?
E ti vedi ancora con tutti i tuoi vecchi amici?
Sei possessivo?
Ti sei mai drogato?
C’è qualche oscuro segreto nel tuo passato?
Hai fatto i soldi?
Ci navighi in rete?
Butti giù i testi o scrivi prima le note?
Per cosa piangi?
Sai trasgredire?
Quando hai capito che eri bravo a cantare?
Come ti vesti?
Le guardi le brutte?
A chi ti ispiri? Che cosa sogni la notte?
Sei riflessivo o agisci di impulso?
Eri un bambino ciccione o dicono il falso?
Sei di sinistra? Li leggi i giornali?
Se vieni da un talent non puoi avere ideali.
Cosa vuol dire?
Cosa vuol fare?
Oh, se tu potessi solo immaginare…
Come mi sento?
Domanda fatale.
E se ti rispondo non stai neanche a sentire.
Abbiamo pensato anche ad un altro aggancio tra “Solo” di Marco e “Stranger in Moscow” di Michael (fu concepita durante la tappa a Mosca del Dangerous World Tour, in un momento di solitudine, nell’albergo in cui alloggiava), per quanto riguarda sia l’argomento espresso in entrambe le canzoni e cioè la solitudine sia per quanto riguarda l’aspetto prettamente “visivo” dei video, quando c’è la pioggia che per entrambi potrebbe avere lo stesso concetto di “purificazione”
Marco Mengoni – Solo
Michael Jackson – Stranger In Moscow
La solitudine fa maturare l’originalità, la bellezza strana e inquietante, la poesia. La solitudine, quella vera, scelta consapevolmente, non è una punizione, e nemmeno una forma morbosa e risentita di isolamento, né un vezzo da eccentrici, bensì l’unico stato davvero degno di un essere umano. Chi non ama la solitudine, non ama neppure la libertà, poiché soltanto quando si è soli si è liberi.
In quest’ottica entrambi gli artisti hanno un luogo ben preciso a loro caro e congeniale dove, in solitudine appunto, traggono ispirazione:
(Marco sul Lago di Vico)
(Michael sul suo Giving Tree)
“…il silenzio è la cosa più rumorosa che ci sia.” (cit. Marco)
Quello che colpisce molto dei due artisti in questione, è la presenza scenica sul palco, l’interpretazione corporea che danno nelle loro performance….senza tralasciare le provocazioni, perché un artista non deve solo saper cantare, ma anche recitare, ballare, intrattenere e…provocare ed essere complice col suo pubblico.
Partiamo da un punto focale, che sono gli occhi…specchio dell’anima. Per prima cosa, banale se vogliamo, osservando le copertine dei cd di Solo 2.0 e di Dangerous (MJ), cosa si osserva in primo piano?
Entrambi hanno una sguardo intenso…infinito…un abisso…che a guardarci dentro vengono le vertigini…occhi mai fermi, sempre in movimento a cogliere ogni sfumatura di tutto ciò che li circonda.
Marco dice: “…vedere dentro gli occhi diversi di tutti…chi ti guarda sotto con un occhio e tu dall’occhio riconosci un po’ tutto quello che ti sta trasmettendo…anche per questo mi piace capire cosa mi spinge…cioè che cosa gli ho trasmesso…mi trasporta…”
Per contro, Michael ha dovuto spesso e volentieri ricorrere a dei travestimenti per poter riuscire ad evadere dalla sua pesante notorietà, proprio per avere la possibilità di vivere la quotidianità, aspetto a cui teneva tantissimo.
Arriviamo al momento clou…il palcoscenico! Il loro habitat naturale! Prodigio, ammirazione, stupore, eccitazione, meraviglia, genialità…Magia!
Anche sul palco abbracciano il pubblico con gli occhi…non a caso è sintomatico l’uso degli occhiali scuri. La nostra impressione, ripetiamo…nostra, per quanto riguarda Marco, scaturisce dal fatto che, avendo avuto la possibilità e la fortuna di avere assistito a più di una data del suo tour teatrale, abbiamo notato che alla prima degli Arcimboldi non indossava gli occhiali. E il fatto che da lì in poi, invece, abbia deciso di usarli (solo nella parte iniziale), ci fa pensare che abbia voluto letteralmente studiare, spiare, scrutare il suo pubblico.
Anche Michael usava gli occhiali scuri, però lui sul palco li adoperava più per motivi scenici, mentre nella quotidianità gli servivano come ultimo “scudo”, barriera a difesa di quel piccolo frammento di privacy che gli rimaneva.
Marco Mengoni – Occhi neri
Gli occhi di Michael Jackson
Entrambi sono grandissimi performers della musica stessa, nel senso che ogni singola parte del loro corpo canta, diventa un tutt’uno con gli strumenti stessi…animano la musica…
D’altra parte non si può non notare in tutte le loro performance, ed in alcune in particolare, il loro coinvolgimento emotivo che ci permette di mettere in risalto la loro totale estasi, dandoci la conferma di ciò che sosteniamo da sempre: entrambi “sono sposati alla Musica”…Marco è ancora giovane, ma lui stesso ha più volte affermato che “odia” la musica, da tanto ne è dipendente!
Per quanto riguarda Michael, queste sue affermazioni di seguito, a questo proposito, danno il senso a quello che noi intendiamo per “contaminazione” verso Marco:
Michael Jackson e il suo concetto di Arte
“Ho voglia di lavorare ogni giorno. E’ proprio l’idea del creare…mondi! E’ come prendere una tela, una tela vuota, capisci…pulita, liscia e buttarci del rosa e semplicemente colorarla di rosa e creare mondi nuovi…Lo adoro, ogni volta che lo faccio, qualsiasi cosa, e vedere come la gente reagisce se ne sono ispirati…Io lo paragono, tipo, sai, è come un processo di gestazione, la nascita…E’ come avere dei figli, doverli crescere e introdurli nel mondo e una volta entrati sono soli. Perciò è molto emozionante, voglio dire…Non ci fai mai l’abitudine, mai…E’ un processo incredibile. Ma lo lasci nelle mani di Dio, come si fa quando si ha un figlio. AMORE…sento tanto amore…mi sento benedetto e onorato di essere stato scelto dalla natura per essere uno strumento per trasmettere questo sentimento alla gente…Mi sento molto onorato, felice…Ho sempre saputo che se la musica è veramente grande o se un film è veramente grande, la gente vederlo o sentirla…Non importa dove sei, quanto tempo sei lontano, o qualunque sia la situazione…Sai, la grandezza è grandezza e se fai davvero un gran lavoro su quello che stai facendo, la gente lo vuol sentire o lo vuole vedere…Sai, non importa, davvero…Finché sei un innovatore o un precursore, è questa la cosa più importante. Dare loro ciò che vogliono sentire…La mia idea, ho sempre cercato di essere un pioniere, un innovatore, in tutto quello che faccio…Le migliori canzoni che si sono scritte, si scrivono da sole. Tu non le chiedi, ti cadono dal cielo…Poi ci sono quelle canzoni che è come se fossero nell’incubatrice. Sai, si pianta il seme, si lascia che il subconscio faccia il suo corso ed entro un po’ di tempo si spera che qualcosa arrivi, la maggior parte delle volte succede…Io non credo nel concetto del blocco dello scrittore, è un brutto modo di dire “Si crea quando lo dici”…Non esiste una cosa del genere…La mia idea è di fare un passo avanti e innovare, altrimenti perché lo stai facendo? Non voglio essere un altro pezzo della catena di montaggio…Sai voglio creare…Fare qualcosa di completamente diverso e insolito…E’ come…devo dire tutto ciò che dicono sempre i compositori, ma è vero…Tu non scrivi la canzone, è la canzone che si scrive da sola…E’ come ti cadesse in grembo…E’ come…Tu dici “Wow, io non ho fatto questo…”, è questo quello che pensi…Perché sono una delle poche persone, probabilmente nel mondo dello spettacolo, che hanno avuto a che fare con i dettagli, sai, di così tante cose diverse, sono stato all’inferno e sono tornato. E’ così, ad essere onesti, riesco ancora a fare ciò che riesco a fare…nessuno può fermarmi, non importa cosa succeda…Mi fermo quando sono pronto a fermarmi…Sto solo dicendo che continuerò ad andare avanti, non importa cosa succederà…E’ così…Fuori dal palco è così difficile per me. Stare sul palco…Sia scrivere canzoni e poesie, sia stare sul palco, guardare i cartoni sono le cose che preferisco fare di più a questo mondo…E’ quello che mi rende vivo. Lo amo. E’ ciò che mi spinge a fare quello che faccio, capisci? Voglio poter toccare il mondo, voglio poter toccare il cuore delle persone, in tutto il mondo…Dai bambini agli anziani, dai contadini dell’Irlanda alla signora che pulisce i bagni ad Harlem…Voglio raggiungere tutti con l’amore e la gioia contenuti nella mia musica…Io credo che un artista debba trovarsi sulla strada della musica e non debba cercare la musica, non deve scrivere la musica, ma è la musica che si deve comporre da sé…Io penso…cerco di trasmettere il meglio di me, con le mie canzoni, con la mia musica, con i miei balli, mi sento responsabile verso la mia arte, credo che l’arte abbia come ultimo obiettivo l’unione tra il materiale e lo spirituale, l’umano e il divino, io credo che questo sia il motivo dell’esistenza dell’arte ed io sono stato prescelto come strumento per trasmettere la musica, amore e armonia nel mondo ai bambini di tutte le età, agli adolescenti, agli adulti, a tutti…Praticamente, entro in una stanza e mi metto a ballare, non creo la danza, la danza si crea da sola…Faccio qualcosa, la riguardo nel nastro e poi “Wow, non mi ero reso conto di cosa avevo fatto”. E’ venuto fuori dalla batteria. Tu diventi il ballo, tu diventi l’accompagnamento della musica. Così quando divento il basso di Billie Jean, non posso fare a meno di fare il passo che stavo facendo quando inizia la canzone, perché è quello che lei mi ha detto di fare. Sai, mi giro, faccio una piroetta, mi fermo, muovo le gambe di lato poi alzo il colletto della camicia, tutto quello, per quel momento, è l’accompagnamento…Perché sono solo una persona che vuole essere onesta e fare del bene, rendere felice la gente, dare loro il massimo senso di evasione attraverso il talento che Dio mi ha dato. Questo è nel mio cuore e tutto ciò che desidero. Vorrei solo che la gente mi lasciasse in pace e mi facesse fare quello che sento di dover fare e cioè semplicemente condividere e dare, portare un sorriso sui volti delle persone e renderle felici nel profondo del loro cuore.”
A sostegno di quanto sopra indicato, eccovi dei video che parlano da soli!!!!!
Ci teniamo a ribadire il fatto che sappiamo benissimo che Marco non imita Michael, ma semplicemente rimane una delle sue tante fonti di ispirazione…abbiamo notato, guardando vari video, certe somiglianze che non abbiamo riscontrato in nessun altro cantante italiano.
TOUR TEATRALE DI MARCO MENGONI , ROMA 27/5/2012 – INNUENDO E PSYCO KILLER
Marco Mengoni – il linguaggio del corpo
MARCO MENGONI – IL LINGUAGGIO DEL CORPO 2 – IL RITORNO
Michael Jackson Is Sexy | WATCH THIS!!! EXTREMELY HOT!!!
MARCO MENGONI SEXY KING
Affrontiamo adesso un altro tema, molto a cuore a entrambi gli artisti: il loro impegno nel mettere in Musica argomenti socialmente importanti, e purtroppo devastanti, come la guerra. Michael da sempre è stato molto attento ai temi sociali che spaziano su vari aspetti: la salvaguardia dell’ambiente (Earth Song), le guerre (Heal the World), la povertà (We Are The World), la discriminazione (Black or White).
Ci piace sottolineare come Marco, pur essendo agli inizi della sua carriera, abbia già dato segno di questo suo interessamento umanistico speciale. Con la sua canzone Uranio 22, Marco affronta con coraggio questo soggetto:
“Con LA GUERRA mi avevi dato dimostrazione di maturità e di persona vera che sa affrontare anche temi molto ingombranti mettendoli in “ musica”, non è facile e ciò mi conferma L’ARTISTA” che sei. Canzone attuale, adattissima a tutto ciò che di idiota e di male c’è intorno a noi. Per tutti quegli innocenti che soffrono a causa della stupidità (solo?) dei “ Grandi” che sperperano miliardi di miliardi in guerre che causano genocidi invece di dar corsa a tentativi diretti a risolvere i complessi problemi esistenziali che affliggono vaste aree del nostro pianeta. E nel ricordo di tutti coloro che sono morti dove la stupidità dei Grandi ha raggiunto vette di idiozia da squalificare il genere umano.”
Michael Jackson – Heal The World
Marco Mengoni – Uranio 22 – Testo
TOUR TEATRALE DI MARCO MENGONI , ROMA 27/5/2012 – URANIO 22
Marco Mengoni, La guerra, Udine 21.05.2012
TOUR TEATRALE DI MARCO MENGONI , ROMA 27/5/2012 – LA GUERRA
A Michael piaceva molto inserire in alcuni suoi brani, dei veri e propri “rumori”. Come riferimento abbiamo preso Jam di Michael (dal min 3) e La Guerra di Marco (dal min 4), entrambi brani che socialmente richiamano quell’avversione “cantata” verso le cattiverie della società, delle guerre, di tutto ciò che di controverso ci possa essere. Questi rumori sono come delle grida di dolore e potremmo anche osservare, guardando attentamente i video, l’espressione…lo sguardo, ma anche il modo di porsi nel ballare di Marco che rappresentano visivamente il messaggio delle canzoni…messaggi di ipocrisie, sfruttamento, avidità, manipolazioni. Sono vari tipi di angosce e tendenze che fanno riflettere su se stessi. Da qui, per entrambi, la ricerca creativa assume un vero e proprio significato di “salvamento”, come se trovassero nella Musica stessa una redenzione finale. In più la parola Jam assume un significato di evasione da questo mondo che ci soffoca, ci delude e ci propina soluzioni preconcette offerte da altri. E il “picchiare” i piedi di Marco sul palco vogliono forse rappresentare questa fuga da tutto questo.
9.6.10-MARCO MENGONI@WIND MUSIC AWARDS: “Man in the mirror” e “La guerra”
(dal min 4:00)
Michael Jackson – Jam – Live DWT Moscow 1993 – ReMastered – HD
(dal min 3:00)
Michael Jackson – Jam (Official Music Video)
Beatboxing – Da Wikipedia: (3)
Su questo argomento non ci sono molte parole da spendere…i video correlati parlano da soli…la sola cosa da sottolineare è che entrambi usano la bocca come una vera e propria cassa di risonanza!
MICHAEL JACKSON BEATBOX
Marco Mengoni, La guerra, Udine 21.05.2012
(dal min. 2:44)
…to be continued…
Note Bibliografiche
- https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10151551630335125&id=141667620124
- http://www.style.it/vanitypeople/show/musica/2010/6/25/michael-jackson-il-ricordo-di-marco-mengoni.aspx#
- http://it.wikipedia.org/wiki/Beatboxing
















non potete capire la gioia che mi avete fatto provare nel leggere nero su bianco (e in modo così ben documentato) tutto quello che ho notato da qualche settimana a questa parte, io sono una fan di Michael da quasi 4 anni ormai, ma la scintilla con Marco è scoppiata da poco e proprio grazie a Michael in un certo senso.. Federica ne sa qualcosa ed è merito suo se tutto questo è accaduto..
condivido tutto quello che avete riportato in questo blog perchè sono le stesse identiche cose che ho visto io! grazie infinite a voi e a loro che hanno reso magica la mia vita <3
When I first saw this title Marco Mengoni e Michael Jackson: coinvolgimento e stupore on google I just whent and bookmark it. Howdy. Very nice site!! Man .. Excellent .. Superb .. I’ll bookmark your site and take the feeds additionally…I’m satisfied to find numerous useful info here in the article. Thank you for sharing…
This is the accurate Marco Mengoni e Michael Jackson: coinvolgimento e stupore diary for anyone who wants to attempt out out most this substance. You note so more its almost tiring to present with you (not that I really would want…HaHa). You definitely put a new stunting on a subject thats been codified virtually for life. Good choke, simply outstanding!
I was suggested this blog by my cousin. I’m not sure whether this post is written by him as nobody else know such detailed about my trouble. You are wonderful! Thanks!
Hi this is uninterested
http://www.zDqGftpQNNvbZU.cz
zDqGftpQNNvbZU
Bravissime siete state davvero bravissime a descrivere la similitudine dei due artisti. Io li amo entrambi, sebbene distanti per generazione, Marco si avvicina molto a MJ per la facilità con cui esprime la sua arte, voce ben modulata, viso espressivo e bellezza d’animo. Ci darà ancora tantissime soddisfazioni questo bellissimo e dolcissimo ragazzo, come tanta soddisfazione ce ne ha data MJ e continua a darcene. Grazie siete state fantastiche.
bravissime…. ho letto tutto d’un fiato. E’ un lavoro certosino e fantastico , davvero complimenti per l’accuratezza della ricerca . Si sente tutta la passione per questi due immensi artisti che tanto danno al loro pubblico, che hanno fatto della musica la loro vita. Un accostamento davvero incredibile, aspetto con entusiasmo il seguito.
Grandioso lavoro! anche per me, da subito, trovare delle similitudini con MJ venivano spontanee! Due grandi artisti, eccezionali, non solo nella loro arte, ma nella vita; trasudano sempre umanità…. Aspetterò con piacere il seguito!!!
Complimenti davvero un ottimo lavoro…sono rimasta a bocca aperta leggendo tutte queste somiglianze…bravissime
wow che lavoro!è sorprendente quante somianze vi siano tra marco e micheal, tra l’altro i miei due idoli!
e non potete immaginare la felicità, quando marco aveva cantato man in the mirror(inserito poi nell’ep dove si vola) e billie jean…sono state delle esibizioni fantastiche e come dico sempre, il mio idolo, che canta la canzone dell’altro mio iodolo!
fantastico!!!:)
Bello questo accostamento tra Micheal e Marco! Sono 2 artisti di una sensibilità unica!
la vostra passione per questi artisti si sente tutta, e anche se può sembrare presuntuoso l’accostamento, l’umiltà usata nel descrivere pensieri e opinioni incuriosisce e invoglia l’approfondimento. Questo è davvero un progetto ambizioso e molto delicato, congeniale a chi ama andare oltre………Mi gusterò tutto ciò che verrà! Grazie!!!!
Bellissimo lavoro!!
Eccezionale !!! Se questo e’ SOLO l’inizio, attendo con trepidazione la continuazione,BRAVISSIME!
Lorena, Federica il vostro impegno ed entusiasmo ha portato ad ottimi risultati!
Grazie!
Michael e Marco Talenti Unici cosi’ vicini!!!
quanto amore profuso a piene mani in questo scritto che fa luce su sensazioni da sempre avvertite ma mai così accuratamente documentate di legami tra questi due protagonisti così indiscussamente “umani”e pur così “stellari” nella loro dimensione di artisti!
Un progetto fantastico! Tanto lavoro accurato per la raccolta dei documenti e un’analisi che porta con sé diverse riflessioni: grazie alle due autrici, Federica e Lorena, che ci hanno aperto la via per giungere a nuovi orizzonti! Sarà un piacere attenderne gli sviluppi! Ancora Brave!!
Veramente un ottimo lavoro, l’abbinamento è strabiliante