Il cantastorie Guerriero

mengoni_guerriero_2Viviana Barone, 7 dicembre 2014

A colpi di cuore pulsante, il cantastorie gira per le vie del mondo a trasformare la vita in avventura. Porta con sé i suoi strumenti di lavoro: fantasia e realtà, sfida e compassione, gioco e lotta, gioia e commozione e non dimentica quelli più preziosi, il suo io bambino e quello ormai adulto, la musica e quella voce che lo accompagna, sempre amica nel raccontare le sue emozioni adattandosi ad esse con naturale complicità. Ma il mondo ha dimensioni spaziali e temporali mutevoli e le avventure di oggi non sono quelle di ieri ed il cantastorie deve scavare dentro di sé la forza per identificare e modellare ritmicamente le nuove visioni che nel suo girovagare incontra. E come nel bolero, allora, nuovi strumenti e nuove articolazioni vocali e tonali, nuove pause e nuovi sguardi gradualmente si aggiungono a quella sottile trama sonora, e non solo, intessuta all’inizio dal cuore pulsante. Suoni antichi ed ancestrali, dunque, ma resi contemporanei e vissuti nell’oggi come quelle parole che pur impresse nei nuclei emotivi profondi assurgono a vita del tutto nuova grazie al loro sguardo orientato sull’oggi e sul futuro. Il ritmo scandito da quel cuore e dalle progressive aggiunte tonali e ritmiche non lascia tregua, incalza chi lo ascolta affascinandolo senza rimedio. Il cantastorie è un combattente, è un Guerriero,

 deve poter muoversi nel mondo superando le sue paure prima ancora di quelle che incatenano i viandanti che lo ascoltano. Deve poter vivere dentro di sé le loro lotte ed i loro sogni, che poi sono anche i suoi, per riuscire a condividere il messaggio finale di riscatto e di vittoria. Deve riuscire ad essere tanto piccolo per poter diventare tanto grande così da ispirare negli altri la forza di superamento delle miserie che quotidianamente li affliggono. Affinchè la storia raccontata avvinca ed affascini , il cantastorie deve valorizzare al meglio tutta la potenza che i suoi strumenti gli offrono ma dosandola in maniera magistrale senza mai far predominare uno strumento sull’altro. Difficile alchimia, che riesce a pochissimi perché farsi Io ed Altro è il compito più difficile del mondo, lotta eroica possibile solo a chi sia dotato di una raffinatissima sensibilità e di una predisposizione generosa. Alla fine, la sfida è vinta perché quel racconto, grazie soprattutto al tramite di quella voce che non perdona, impatta diretto e senza mediazione nel vissuto e nei sogni di chiunque si ponga all’ascolto, sia pure di un viandante imbattutosi per caso in quel cantastorie. Anche lui avvertirà precisa la sensazione che quell’incontro modificherà per sempre la sua attitudine di vita e la sua affezione per la musica ed il canto.