HALLELUJAH, , MARCO MENGONI /ELISA

Mengoni/Elisa Lucca Summer Festival 2014

Mengoni/Elisa
Lucca Summer Festival 2014

Di Viviana Barone

Hallelujah (Jeff Buckley live at Palais Theatre) Mi hanno detto che c’era una corda segreta che Davide suonò e che piacque al Signore Ma a te non importa molto della musica , vero? Bene, funziona così: La quarta, la quinta , la minore abbassa e la maggiore innalza In confusione il re componeva Hallelujah, Alleluia, alleluia , alleluia La tua fede era ben forte ma andava messa alla prova L’hai vista lavarsi sul tetto La sua bellezza ed il chiaror della luna ti hanno sconvolto Lei ti ha legato alla sedia della sua cucina Ha infranto il tuo trono e tagliato I capelli Ma dalle tue labbra ha fatto sgorgare l’alleluia Alleluia, alleluia, alleluia Mia cara io già ho vissuto qui Ho visto questa stanza e camminato su questo pavimento Vivevo solo prima di conoscerti Ho visto la tua bandiera sull’Arco di Trionfo marmoreo Ma l’amore non è una marcia di vittoria Bensì una freddo e spezzato canto di Alleluia Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia C’è stato un tempo in cui mi comunicavi Quello che realmente sentivi dentro Ma ora non me lo mostri mai più , vero? Ma ricordati di quando mi muovevo dentro di te E la sacra colomba si moveva anch’essa Ed ogni nostro respiro era un alleluia Bene, ci sarà anche un Dio lassù Ma tutto ciò che ho imparato sull’amore E’ come colpire qualcuno che ha già sferrato un attacco E non è un grido quello che senti nella notte Di un qualcuno che ha visto la luce Bensì è un freddo e spezzato canto di Alleluia Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia… HALLELUJAH, , MARCO MENGONI /ELISA, ovvero “dell’amor sacro e dell’amor profano” Nel buio di una notte di luglio un canto dal sapor di preghiera sgorga come da nascoste, oscure caverne e riempie di note un palco. E’ antico e moderno, ancestrale e viscerale, supplica e strazia, chiede di essere ascoltato e spera di essere esaudito. Allude e pervade nella piena consapevolezza di non incontrare resistenza o barriere nel suo percorso verso il centro emotivo degli astanti. E’ il canto spezzato di chi ha vissuto un amore inebriante e totalmente coinvolgente ma ne ha sperimentato anche il decadimento successivo. Le immagini suggerite di ispirazione biblica si mescolano a quelle ben più terrene di un amore sensuale e profondamente pagano e personificano l’eterno dilemma di una scissione permanente tra una sensibilità che aspira al trascendente ed alla sublimazione dei limiti umani ma che vive la propria corporeità in maniera intensa e passionale. Ed è così che perfino il re Davide, così vicino al suo Dio e da Lui protetto, viene profondamente turbato dalla visione di un corpo di donna che rivela tutta la sua avvenenza alla luce dalla luna. E non c’è fede che tenga, né legge divina o umana che lo trattengano dal far sua quella donna che lo irretisce con le sue grazie fino a renderlo traditore. Traditore del suo Dio , di se stesso, del suo amico, dei suoi proponimenti, del suo ruolo e del suo carisma. Il suo trono si infrange, il vituperio dei sudditi ricade su di lui ma quando con lei si congiunge ogni suo respiro “ è un alleluia” Ed il canto di amore per il suo Dio si tramuta in canto di amore per quella donna. Ahimè, l’amore terreno si esaurisce e decade, all’illusione della perfetta intesa sostituisce la delusione della comunicazione interrotta, del sogno che si infrange sugli scogli della quotidianeità. Quella sublime tentatrice ha spezzato la forza del re, irrimediabilmente. Ma il re ancora suona, anche se quell’alleluia non è ormai più un canto di fede né per il suo Dio né per la sua donna. La musica ed il canto, sia pur spezzati, sono l’ultimo, disperato anelito alla speranza di comunicazione con i suoi simili. E così il diniego all’amore di lei diventa anche diniego alla Musica A questo canto spezzato e supplice, in perfetta sintonia, Marco offre la sua voce che sgorga dagli stessi recessi di quel buio notturno, da quell’anima spersa che cerca sollievo, forse invano. E mai interprete fu più vicino a quella intensa carica emozionale che connota sia il testo che le note, sia l’andamento ritmico che le sonorità musicali del brano . Più intimista e raccolta gli fa da controcanto la voce della sua partner, Elisa, intrisa di una vena mistica che rende ancor più intenso il contrasto con il pathos ancestrale, sensuale oltre ogni limite, liturgia drammatica , del canto mengoniano. Le parole, si sa, mai rendono giustizia appieno alle “emotions recollected in tranquillity” ma , poiché mai la speranza ci abbandona, ci si prova sempre! In ogni caso, esibizione da non perdere e da assaporare a lungo e spesso, sorgente di molteplici ispirazioni, ma vietata ai deboli di cuore!

Elisa e Mengoni “hallelujah” Lucca Summer Festival di stefano negroni 17/07/2014 YOUTUBE.COM

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