Un bel percorso di vita

 

marco-mengoni-in-non-passerai

Concetta Guido

Un bel percorso di vita, un bel percorso di musica. La festa per i quattro anni di successi non finiva ieri, anzi è ancora all’inizio. Da X-Factor

Dove si Vola 

alla ribalta internazionale dell’Eurovision, passando per la vittoria di Sanremo, premi importanti come l’EMA 2010, dischi di platino e d’oro, riconoscimenti lusinghieri da parte di colleghi, critici, e, soprattutto di gente comune, di fans che si riconoscono in un Esercito, come parte di un progetto che ha un nome ormai altisonante: Marco Mengoni. E quella famosa sera di quattro anni fa, un giovane di nome Marco muoveva i suoi primi passi pubblici e stupiva, e incantava con una voce eccezionale, con un modo di fare informale, spontaneo ma intrigante e conquistatore. E da quel format televisivo che regala ben poche novità e ancor meno veri talenti, usciva Marco Mengoni, un nome, una voce, una garanzia di vera qualità artistica. Confrontando i video delle sue esibizioni ad X-Factor con le sue esibizioni attuali, certamente salta subito agli occhi la sopravvenuta maturità di interprete e di persona. Ma, in erba, c’era già la stoffa del grande artista. Non credo che interessi molto la mia esperienza personale di fan, ma due parole le voglio pur scrivere. Quel 10 settembre non ero in casa, ma al mio ritorno mia madre, fra l’altro insegnante di pianoforte, suona Beethoven e Mozart, entusiasta mi blocca quasi sulla porta, urlando:- Sapessi che ti sei persa! Un giovane incredibile partecipa ad un Talent Show!- Ma io, che seguivo più che altro la musica anglosassone, appassionata fin da piccola, comunque, di musica lirica e classica, non detti peso alle sue parole e non vidi neppure una puntata di quel programma televisivo, che mi comunicava solo un certo fastidio, preconcetto e stupido, a ragion veduta! Poi, durante l’ultima serata di Sanremo 2010, tornata a casa a mezzanotte, vidi l’ultima esibizione di Marco, quando era stato inserito nella terna dei vincitori. E da allora non l’ho più lasciato. Ho recuperato tutto il tempo perduto, vedendo tutti i video di X-Factor, ricordo perfettamente che il primo visionato era quello di “Helter Skelter”. Marco sdraiato a terra che cantava mi inquietava e mi ammaliava. E poi tutte le esibizioni, una più perfetta dell’altra. Dopo seguiva l’iscrizione a questa pagina, la ricerca di notizie su di lui, sul Web, sui giornali e ovunque si potesse attingere. Concerti live, apparizioni televisive, anche io ormai appartenevo all’Esercito. Con grande soddisfazione e felicità! Pochi mesi prima di quel dieci settembre moriva Michael Jackson.L’interpretazione di Marco di “Man in The Mirror”,era un omaggio al grandissimo artista americano, un vero omaggio, molto sentito e commovente.Ne vedevo il video nel post Sanremo e mi pareva un miracolo, Michael riviveva, ai miei occhi! In quel giovane ancora agli esordi. E non credo di esagerare dicendo questo. Certo che come brano di esordio di un ragazzo ad un talent show non si era andati sul facile, credo che sia un pezzo di una difficoltà unica, a ben guardare, e che poteva essere pericoloso interpretarlo, dopo la morte improvvisa e inaspettata del suo interprete illustre: confronti scontati potevano essere in agguato, e infatti ci sono stati, ma il Nostro ne usciva molto bene! Sono stati quattro anni, questi, di grandi soddisfazioni, anche difficili, sicuramente, di esperienze e di emozioni indicibili, per Marco, per noi tutti. Siamo veramente #unacosasola, viviamo in una specie di simbiosi con lui, i suoi successi sono i nostri, le sue battaglie sono le nostre. Ci ha aiutato a superare gli inevitabili problemi, più o meno grandi, della vita. Ci ha fatto sentire parte della suo vissuto,della sua storia, delle sue incertezze e della sua grande umanità. E ci incamminiamo insieme con lui, e tutti insieme, verso un futuro splendente! GRAZIE MARCO!